Contratto Sanità: ecco perché abbiamo firmato il CCNL 2018

Contratto Sanità: ecco perché abbiamo firmato il CCNL 2018

Il contratto della discordia

Come risaputo lo scorso 21 maggio è stato rinnovato il Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL). Dopo le immancabili polemiche tra chi aveva firmato la preintesa e chi no (tra cui FIALS) ora, trascorso oltre mes1 e dalla firma, forse gli operatori potranno maggiormente comprendere la lungimiranza della posizione espressa dalla FIALS, in un primo momento molto criticata (e ve ne stupite?) dalle altre sigle sindacali. In un prossimo articolo approfondiremo maggiormente questo aspetto. Accontentiamo ora di cercare di farvi comprendere perché abbiamo firmato il rinnovo del nostro CCNL.

La Fials ha firmato principalmente per ben due ragioni fondamentali:

  • per essere presenti con le nostre posizioni all’interno dell’istituenda Commissione Paritetica che, a livello nazionale, ridefinirà la nuova classificazione del personale;
  • per non essere esclusi dalle trattative a livello di Aziende ed Enti, situazione in cui attualmente si stanno trovando NURSIND e NURSING UP, di fatto, escluse dalla contrattazione aziendale a cui partecipano solamente, e non in tutte le aziende, con i rispettivi eletti RSU. Se si considera che la RSU si esprime a maggioranza dei propri eletti e non per bocca dei singoli eletti RSU ben comprenderete come la loro voce sia molto flebile…. e addirittura non sempre presente…..

In questo momento, quindi, ai tavoli di trattativa che si stanno tenendo nelle varie aziende sono presenti solamente le storiche sigle CGIL – CISL – UIL e la FIALS ed FSI, quest’ultima, lo sarà ancora per poco in quanto, di fatto nel prossimo triennio 2019-2021 non raggiungerà il requisito della maggiore rappresentatività avendo perso moltissimi iscritti nonché voti alle recenti elezioni di RSU che si sono svolte lo scorso 17-18-19 aprile.

FIALS al contrario è cresciuta dimostrando di essere sempre più l’alternativa al sindacato vecchio e colluso con la politica (basti pensare gli incontri riservati da alcuni Assessorati Regionali alla Sanità… alle sole sigle confederali…).

Questa firma sul contratto era stato da noi precedentemente anticipata e prevista nelle numerose assemblee che abbiamo tenuto nei luoghi di lavoro rispetto alle quali anche i nostri colleghi, iscritti e simpatizzanti, dimostrando di aver compreso i rischi di una mancata firma, ne avevano auspicato la condivisione.

Questa firma ci permette quindi anche a livello aziendale di partecipare a pieno titolo alla contrattazione con le singole aziende per l’applicazione del nuovo contratto che, seppur economicamente non ci ha soddisfatto, ci permetterà comunque di impegnarci a fondo per migliorare le condizioni di lavoro ed avviare quel riconoscimento e valorizzazione professionale che tutti gli operatori richiedono e meritano.

Ritornando alla Commissione Paritetica che verrà convocata a livello nazionale va specificato che i lavori si svolgeranno in due fasi: la prima di natura istruttoria con la quale devono essere raccolti tutti i dati e gli elementi di conoscenza utili per l’elaborazione delle proposte finali.

La seconda la predisposizione di articolazioni per il nuovo CCNL 2019-2021 relativo a:

  • una diversa articolazione e semplificazione delle Categorie e Livelli economici interni alle stesse;
  • l’istituzione di aree funzionali, in particolare quella socio – sanitaria dove è anche collocato il profilo dell’Operatore Socio Sanitario;
  • delineare le funzioni di tali aree, i profili professionali e le declaratorie funzionali, oltre ad individuare eventuali nuovi profili non sanitari come gli autisti soccorritori.

In sintesi, la Commissione deve ridefinire:

  • la nuova classificazione del personale (carriera dei dipendenti) superando la rigidità delle norme riferite all’ex DPR 761/79 che allo stato prevede la classificazione in ruoli del personale quali: sanitario, professionale, amministrativo e tecnico;
  • le declaratorie – funzioni – dei profili professionali concernenti le competenze avanzate, come degli specialisti, delle professioni sanitarie;
  • un ammodernamento del meccanismo delle progressioni economiche in luogo delle così dette fasce economiche, che meglio risponda alla valorizzazione della evoluzione professionale e dell’esperienza dimostrata;
  • l’evoluzione degli Operatori Socio Sanitari e personale amministrativo e tecnico;
  • un moderno e non rigido sistema delle indennità che deve essere coerente e efficace con la nuova organizzazione del lavoro e dei servizi.

Un lavoro ampio, complesso e funzionale al nuovo CCNL per il triennio 2019-2021, quello della Commissione Paritetica,  al quale la FIALS, che rappresenta tutte le professioni del sistema sanitario, non poteva e non poteva certamente sottrarsi con la mancata firma del contratto nazionale.

Dott. Achille Bordini