Formazione ed ECM: obbligo o opportunità per Infermieri e Professionisti della Salute?

Formazione ed ECM: obbligo o opportunità per Infermieri e Professionisti della Salute?

Obbligo o opportunità? Fin da bambini ci troviamo a fare delle scelte. L’adolescenza è l’età in cui le nostre risposte sono condizionate dalla non consapevolezza e dalla paura. Quando diventiamo e soprattutto entriamo nel mondo del lavoro siamo indotti a dover scegliere tra il dover e il voler formarsi. Della formazione, come Infermieri o come Professionisti Sanitari, ne parliamo continuamente, lo facciamo in corsia, in mensa, a casa, tra i colleghi fuori del lavoro.

La risposta è semplicissima: abbiamo l’opportunità di formarci continuamente e non solo l’obbligo di totalizzare 150 crediti ECM per ogni triennio.

L’attività formativa deve considerarsi una opportunità di crescita e di incremento delle nostre competenze e delle nostre conoscenze in ambiti assistenziali sempre più specifici.

Formarsi per crescere, tuttavia, non è la prerogativa di tutti e spesso ci si ritrova a seguire i Corsi solo per racimolare i già citati ECM. Il debito formativo diventa così un obbligo e non un piacere di confrontarsi con il proprio sapere.

La formazione è vista spesso come un ostacolo, come un qualcosa di imposto dall’alto. Spesso ci si reca ai corsi allo smonto turno e in tal senso le Aziende per cui lavoriamo non ci agevolano affatto. Questo però non deve essere una scusa!

La formazione deve diventare o tornare ad essere un momento importante per tutti noi. Deve essere vista come un traguardo, deve essere svolta partecipata/percepita con entusiasmo. Dopo un corso si deve tornare a casa più arricchiti e non solo con un pezzo di carta tra le mani. L’oggetto dello studio deve fare da sprono per l’approfondimento e per nuovi percorsi formativi.

Bisognerebbe lavorare su noi stessi, preventivare altri obiettivi professionali e di vita. Occorre rimetterci continuamente in gioco e di migliorare la nostra routine quotidiana.

Ovviamente corsi organizzati meglio e in maniera impeccabile agevolerebbero la partecipazione dei discenti. La partecipazione attiva rende il corso interessante, interattivo, funzionale.

In conclusione: l’Infermiere e il Professionista Sanitario che intendono formarsi devo aprirsi al nuovo e predisporre le loro menti al cambiamento e al sapere. Ciò nell’interesse ultimo del bene del Paziente.

E voi vi sentite obbligati o vogliosi di formarvi? Scriveteci a: redazione@nursetoday.it.

Dott. Carlo Lopopolo

Infermiere, sindacalista, appassionato di social-media.